Sognavo che tutti quei libri rinchiusi volevano parlare, che aspettavano il giusto interlocutore, e quello ero io. Sognavo che i libri mi parlavano con il loro linguaggio silenzioso, mi mostravano tutte le parole stampate sulle loro pagine, a una a una, ed esigevano da me una promessa: dovevo trasformarmi nel depositario, nel custode, nell’amoroso protettore delle parole. Allora io promettevo di vigilare che non perdessero mai il loro valore intrinseco, la loro capacità di dare un nome a tutte le cose e, a partire da questo, di farle esistere (pag. 6).
Queste bellissime parole sono state scritte dal Luis Sepúlveda (Il potere dei sogni) e le ho trovate su www.graphe.it, sito che mi ha anche intervistata a proposito del mio blog (se cercate nelle tag, le etichettine sul lato sinistro della pagina con gli argomenti che ho trattato, troverete tutto...).
Ve le ho trascritte perché le trovo molto rispondenti al mio affetto verso i libri - il "libro come una persona" di una recente canzone...
Tempo fa vinsi un premio ad un concorso letterario con un racconto incentrato sul potere delle parole...







È la nuova fatica di Mariano Sabatini, autore e giornalista per la carta stampata, la radio e la televisione. Una serie di interviste a nomi “eccellenti” del giornalismo italiano, dai “grandi vecchi” come Zucconi e la Cambria alle nuove leve che saranno i punti di riferimento per i giornalisti di domani, dai cronisti sportivi a quelli che ci raccontano i cambiamenti di costume e le trame della politica. Editoriali e inchieste, scoop e rubriche… 